Cross media
June 17, 2009 |
Schermi dappertutto, non più solo televisori, ma computer, cellulari, videogame. E’ oramai evidente come il massmedia televisivo sia esploso in una molteplicità d’offerta comunicativa che va ben oltre quella tradizionale via etere, per essere diffuso via satellite, via cavo e ora con il digitale terrestre che inizia a preoccupare non poco gli utenti che saranno costretti a rinnovare il parco macchine a casa.
Tutto questo rientra in un concetto ampio che passa sotto il nome di CROSS MEDIA, per intendere una convergenza tra i diversi sistemi di comunicazione che oggi trova nello sviluppo del web una risoluzione emblematica. Crossmedialità è quindi un processo non solo tecnologico bensì culturale, riguarda la capacità di produrre nuovi format multimediali capaci di attraversare le diverse specificità di linguaggio audiovisivo, le modalità di trasmissione e gli assetti editoriali.
Nel parliamo con Andrea Soldani, regista televisivo in transito tra TV generalista,satellitare, digitale terrestre e, ovviamente, web come la blogTV.
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Cossing media e digitale terrestre.
Tutto molto interessante e davvero necessario per permettere di soddisfare al meglio i bisogni che in noi accrescono di pari passo con la tecnologia.
Infatti credo che non si debba mai dimenticare come tutto questo sviluppo e questa ricerca siano volti non a un mero fine commerciale (ahimè c’è chi pensa solo a questo), ma ad un miglioramento delle nostre condizioni di vita e della qualità della nostra esistenza.
Il digitale terrestre potrebbe essere una grande occasione in tal senso. Potrebbe esserlo fin d’ora, ma a quanto pare si presenta come una finestra con qualche “finestra” in più.
Ha ragione Soldani quando ricorda che ben altre dovrebbero essere le possibilità interattive di un mezzo come questo.
Il protocollo internet per la tv è ciò che davvero potrebbe soddisfare le richieste dei fruitori: relazioni in versione 2.0 richiedono una facilità e una possibilità di relazione e interazione realmente 2.0…ma a quanto pare dovremo continuare a separare computer e tv, visto che il digitale terrestre è ancora all’età dello 0.1…che qualcuno ci salvi…o meglio si svegli…
un passaggio di filippo mi fa riflettere “si distingueva tra chi fa cinema e chi fa televisione”.
Mi fa pensare a quanto quei due mondi, cinema e tv, abbiamo sottovalutato x anni le specificità del linguaggio video che negli anni ottanta esplose con una tensione straordinaria di nuovo linguaggio e nuovo contesto immaginario.
ma fu sconfitto dai loro assetti industriali.
Ora sia cinema che tv stanno diventando video grazie allo sviluppo pervasivo del web.
certo, qualcosa si sta perdendo…
ma vogliamo parlare dell’aura della pellicola?
facendo rivoltare nella tomba Benjamin e la sua teoria di perdita dell’aura con l’avvento della riproducibilità tecnica?
Allora (1936) fotografia e cinema avevano appena ingaggiato la loro battaglia per affermarsi come espressione artistica e non solo tecnica, oggi siamo talmente oltre che non possiamo stare ad autocompiacersi sui format cinema et tv d’antan.
C’è, piuttosto, da inventare soluzioni cross-mediali che espandano la coscienza percettiva, capaci di interpretare il mondo che cambia (a partire dai videogames, come si è detto in questo commentario…).
E il web è il contesto ideale.
Se solo penso poi a quante decine di milioni di € e a quanto tempo sia andato perso x investire sul digitale terrestre, invece che sulla banda larga (che avrebbe potuto gestire su protocollo IP tutto ciò che fa il digitale terrestre e MOLTO MOLTO di più) mi viene una rabbia…
tutto il medium si orienta verso il produttore e il cross media è un effetto chiaro di questa tendenza. come evidenzia Soldani nell’intervista la stessa industria americana produce questo tipo crossmedialità (vedi per esempio la tanto acclamata serie Lost). In Italia, dove la televisione ha una finalità puramente sportiva, questa crossmedialità è marginale. I media vengono separati e non coinvolti, tanto che fino a poco tempo fa nella stessa capitale si distingueva tra chi fa cinema e chi fa televisione. Credo che questi due sistemi debbano interagire e coinvolgere la rete in modo critico. La rete in Italia potrebbe dunque risultare (e si può vedere già soltanto scorrendo you tube) come collante tra le due forme audiovisive.
e il videogame in Italia? roba da fantascienza?
Digitale terrestre: nella mia tesi evidenziai nel 2007 quello che si sta attuando soltanto ora in Italia: una procedura mirata di informazione, un obbligo sui produttori di televisori. Sulla mia ricerca evidenziai la bassa penetrabilità di questa “tecnologia” se non come sistema di consumo di contenuti a pagamento alternativi al satellite. Per quanto riguarda l’interattività è tutta una questione di investimenti soprattutto per il T-government, che doveva essere il punto di svolta.
Un altro punto importante: chi collega il modem del decoder alla linea telefonica di casa quando la presa si trova da tutt’altra parte? Solo nelle case costruite o ristrutturate di recente si può. Altro ostacolo alla vera interattività.
Credo che si avrà però maggiore convergenza sul PC di casa, che sarà il centro del sistema di comunicazione, visto il diffondersi di tantissime fonti di informazione, IPTV, videoblog, “YouChannels”.
Tutto dipende però come detto nella rubrica dal digital divide e dai costi, che in questo momento di crisi influiscono certamente sul nostro stile di vita ed i consumi.
Ci sarà però convergenza anche grazie ad apparecchiature specifiche, come Apple TV, che collegata ai vari canali di ricezione, permette in un unico apparecchio di concentrare i media.
ma con tutte quetse tecnologie non si rischia di fare confusione?!!non è meglio avere delle macchine sofisticate, ma che oguna faccia la sua funzione? bella la tecnologia ma troppo caos !
bella conversazione… ma com’è che questo video appare 2 volte?
aggiustate!
se non ve lo si dice va a finire che lo lasciate così.
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