Interaction design
June 5, 2009 |
Sembrano parole complesse ma sottendono un senso reale: pratiche che si misurano con un mondo esterno che sta cambiando velocemente, scandito dall’avanzamento tecnologico. La parola chiave che abbiamo scelto è Interaction Design che significa progettare l’interazione, o meglio: l’interazione con quei sistemi digitali che dal mouse in poi riguardano l’estensione del nostro agire con computer e altri dispositivi, come i cellulari che portiamo sempre con noi. Questa progettazione di cui trattiamo riguarda quindi sia l’ingegneria dei sistemi digitali sia l’invenzione di nuovi valori d’uso della comunicazione interattiva, per rendere più funzionale l’interazione con lo spazio pubblico. Dalle soluzioni di pagamento on line di alcuni servizi pubblici alle diverse applicazioni nei campi della logistica, dei trasporti e della sanità, attraverso tecnologie come l’RFID ( la radiofrequenza identificativa, simile a quella utilizzata per i Telepass). Attivo in questo campo è il C.A.T.T.I.D. ( Centro delle Applicazioni per la Televisione e per le Tecnologie dell’Innovazione Digitale) di “Sapienza” Università di Roma, che opera in collaborazione con alcune tra le più importanti imprese della grande convergenza digitale.
Ne parliamo con Carlo Maria Medaglia, coordinatore dei laboratori scientifici del CATTID
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Trovo nell’interaction design la TAG che più si avvicina al topic citato da me sul gruppo di discussione. L’uomo che si evolve con la tecnologia e trova nuovi mezzi per interagire con essa. La Wii sicuramente ha introdotto qualcosa di impensabile anni fa: l’uomo come parte integrante, e non semplice fruitore, della tecnologia di cui si avvale. Mentre un tempo l’uomo si limitava ad avvalersi della tecnologia ora ne è una parte fondamentale.
Molto interessante la parte della Tecnologia legata al servizio, in quanto giustamente diventa inutile avere tante tecnologie senza però un servizio pratico.
Altrettanto importante il fatto che questo servizio deve essere accessibile e gli utenti (tutti i cittadini) devono essere invogliati ad accedervi.
L’esempio della wii fa capire subito come una tecnologia esistente da tempo che però viene usata marginalmente e quasi esclusivamente per lo scambio di dati (internet, immagini, audio, video), può essere rivalutata grazie ai giochi. In questo modo la Wii entra in maniera performante nelle nostre case.
non serve andare ad una conferenza di alta tecnologia per vedere esempi di interaction design, ormai questa sta cominciando ad entrare nella nostra vita sempre di più. Basti pensare ai telefonini touch screen che ormai stanno spopolando tra i giovani e non, ai giochi (come la wii)
La rete poi ci spinge sempre di più all’interazione e noi stiamo vivendo la penetrazione dell’interaction design nella vita quotidiana che viene vista quasi come un’estensione dell’ uomo e delle sue azioni.
non serve andare ad una conferenza di alta tecnologia per vedere esempi di interaction design, ormai questa sta cominciando ad entrare nella nostra vita sempre di più. Basti pensare ai telefonini touch screen che ormai stanno spopolando tra i giovani e non, ai giochi (come la wii)
La rete poi ci spinge sempre di più all’interazione e noi stiamo vivendo la penetrazione dell’interaction design nella vita quotidiana che viene vista quasi come un’estensione del uomo e delle sue azioni.
tempo fa in un convegno d’architettura affermai che l’interaction design esiste da sempre e riguarda la necessità umana di trovare risposte al rapporto con il mondo esterno, rendendo + funzionale l’azione. ma non basta non è solo una questione di protesi funzionali. In questo senso mi piace associare l’interaction design all’invenzione del teatro che 2500 nella polosi greco creo il format x progettare lo spazio pubblico attraverso la combinazione tra parola ed azione, per arrivare a creare mente pubblica.
Viviamo in un mondo in cui misurarsi con lo spazio-tempo digitale comporta l’invenzione non solo di dispositivi ma di nuovi format di comunicazione interattiva.
interessante il concetto di interactiondesign: la tecnologia che si mette al servizio dell’uomo per offrire a chi non può, una vita migliore questo è emerso dalle parole del Prof. Medaglia. questo termine vine messo in relazione anche con la parola gioco,in questo modo l’uomo può mettersi in relazione con la tecnologia e viverala al meglio delle sue potenzialità.
dunque tecnologia è sinonimo di gioco,o meglio di apprendimento delle sue funzioni attraverso ii gioco.
Una forma un po particolare di Interaction Design…
http://www.youtube.com/watch?v=84zCkZguJdA&feature=related
Suoperare il confine dello schermo e allo stesso tempo quello del concerto…senz’altro un progetto geniale che è eiuscito a diventare un fenomeno di massa in tempo reale e no a posteriori come gran parte dei fenomeni innovativi…
l’alfabeto, come scrive de kerchove, è stata una delle prime costruzioni avvenute nel cervello dell’uomo. un modo di interazione tra parola e mondo, tra uomo e mondo.
ora attraverso l’uso di tecnologie senza fili personali e intelligenti il cervello dell’uomo viene connesso con la moltitudine, la folla di utenti. la parola rimane sempre l’elemento base della comunicazione (vedi facebook, dove la parola è anche suggestione).
riprendendo la riflessione che ha scritto marianna su quanto l’interazione sia intelligente è sicuramente un caso riguarda in primo piano l’Italia. prima di tutto vanno osservati i rapporti che analizzano il rapporto tra bambini mass media e nuove tecnologie.
ecco un interessante resoconto recente: http://www.key4biz.it/News/2003/06/08/Media/Bambini_mass_media_e_nuove_tecnologie.html
formazione interattiva e informazione interattiva
e i nuovi E-lienati!?
internet è un serbatoio immenso di informazioni di ogni tipo, il problema nasce quando non si sa più cosa cercare.
Gli e-lienati ormai si contano statisticamente. Persone che aprono un’unica finestra (ultimamente quella più gettonata è quella di facebook) e poi rimangono lì fissi a guardare uno schermo.
L’interattività è una potenzialità senz’altro ma la maggior parte delle persone piace solo curiosare su internet senza essere notati, per questo non serve il vestito da festa e colori abbinati basta tirare la tenda e scrutare con gli occhi.
Oltre alle potenzialità cè bisogno di educare alla formazione interattiva: strutturare potenzialità che rimangono altrimenti soggiogate.
Bisogna diffondere capacità: annunaciare che anche attraverso youtube è possibile trovare dei tutorial per diventare sarti oppure cuochi, per scaricare lezioni di aerobica e di scacchi.
Allenare il cervello con l’interattività.
L’interattività è anche un modo di vedere la rete, un modo nuovo non del tutto ancora consapevole.
Interattività è “mettersi in relazione”, interagire con lo spazio, l’ambiente circostante. L’essere interattivi, il consentire di produrre un output di volta in volta variabile, è la caratteristica fondante dei nuovi media, da internet, ai videogames, alla realtà virtuale: come afferma Lev Manovich, nei nuovi media l’utente può generare, tramite l’interazione, il proprio “output personalizzato”, diventando un vero e proprio “co-autore” dell’opera. (“Il Linguaggio dei Nuovi Media”, 2002)
Dalle parole del professor Medaglia emerge con forza l’importanza dell’aspetto ludico-partecipativo: i prodotti dell’interaction design devono essere vicini alla persona, progettati sulla base delle sue esigenze, delle sue aspettative e perchè no, anche dei suoi sogni. Si deve offrire all’utente la possibilità di sentirsi a proprio agio con la tecnologia, di sentirla utile, in modo tale da fargli vivere il desiderio di “mettersi in gioco”, l’unica scintilla che può innescare il meccanismo dell’interattività.
Tra le innumerevoli applicazioni che ci vengono offerte dall’interaction design, ho scelto due progetti.
Nel primo si scandisce l’importanza dell’interazione tramite interfaccia, in riferimento ai concetti di hi-tech e hi-touch, e della sensorialità tattile, oltre che visiva:
http://www.vimeo.com/2738692
Il secondo si focalizza sull’aspetto della partecipazione ludica al contesto. Perché interaction design è istaurare un nuovo rapporto con lo spazio, con l’ambiente, è farlo proprio sulla base delle proprie azioni, al fine di costruire socialità:
http://www.youtube.com/watch?v=s4VvT1kPFHo
vi segnaliamo FRONTIERS OF INTERACTION che s’è svolto ieri a Roma!
http://frontiers.idearium.org/2009/
ecco un altro buon esempio d’interaction design
http://www.youtube.com/watch?v=Y5N0ougGuVI
coniuga riconoscimento vocale, facciale e performativo
alla modellizzazione virtuale (il ragazzo-avatar nello schermo).
E’ la risposta di XBOX al Wii!