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user generated content

February 27, 2009 |

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L’evoluzione attuale del web è caratterizzata dalla spinta partecipativa espressa dagli “user generated content” (i contenuti generati dagli utenti) per cui il sistema della comunicazione va sempre più nel senso bidirezionale, declinando l’interattività in partecipazione attiva. Ne parliamo con Bruno Pellegrini, uno dei maggiori protagonisti e promotori del video-blogging in Italia. Il contesto di riferimento è quello del web 2.0, nuovo concetto che coniuga cross-media con il crowdsourcing una pratica collaborativa che fa comprendere come possa rivelarsi il valore economico dei commentari degli utenti. Si esplorano alcuni esempi di video blog “Il mio paese 2.0” e “Mamme nella rete”.

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Commenti

11 Commenti

  1. Anna il 1 June 2009 alle 3:43 pm

    Bruno Pellegrini parla di “coinvolgimento dell’utente nel processo di creazione di un’impresa”.
    L’User Generated Content non è solo Facebook, YouTube, o un programma televisivo costruito dagli spettatori, ma è diventata una vera e propria strategia di marketing.
    Si pensi ai mille concorsi, ideati da un’azienda che coinvolgono i consumatori ogni giorno. Richiedono, ad esempio, di creare una campagna pubblicitaria per un prodotto: lo scopo reale, però, non è trovare la campagna più adatta ma richiamare a loro più potenziali consumatori possibili. Se poi va bene, riescono a coinvolgere un po’ di dilettanti e magari qualche professionista e trovano un messaggio pubblictario adatto che verrà poi pagato agli autori una frazione di quanto sarebbe pagato ad un’agenzia specifica.
    Che cos’è oggi che non è User Generated Content (intendo in rete almeno)?

  2. Fabrizio il 14 May 2009 alle 6:29 am

    Mentre arriva nelle sale cinematografiche il primo film auto incensante dedicato a Facebook mi capita di fare piccole considerazioni circa la necessità di trasformare le storie in storia, una unica, solida, eterodiretta rispetto a chi invece alla quotidiana matassa della generazione di sensi partecipa attivamente e con perseveranza.
    Così, avviluppati in una rete di relazioni e di scambi sempre più “referenziale” magari potremmo anche lasciarci sfiorare dall’ipotesi di andare a vedere il film nel tentativo disperato di cercare di capire chi siamo e perché lo facciamo, o almeno per comprendere come ci vedono. Ma la risposta non può essere sensata; nel flusso pressoché ininterrotto di parole e di immagini che si sono versate intorno ai fenomeni della socialità 2.0 solo una sparutissima minoranza è saputa emergere dall’inchiostro o dalla pellicola che le ha ospitate.
    Mi piace invece questo tentativo “logopoietico” di “Salva con nome”: magari non abbiamo ancora le idee molto chiare ma nominare l’intangibile che passa davanti ai nostri occhi oltre la piatta interfaccia dei monitor significa essenzialmente dare concretezza a processi e febomeni.
    Dio ha creato il mondo nominandolo, adesso tocca a noi nominare ciò che stiamo creando: nominarlo per comprenderlo o tentare di comprenderlo; nominarlo per asserire con certezza la sua esistenza.
    Un filosofo del 900 di cui faccio fatica a ricordare con certezza il nome ha asserito che se cade un albero nella foresta senza che nessuno abbia potuto assistere al fatto, quell’albero non è mai caduto.
    Come a dire che è la tenue luce della consapevolezza che rende osservabile e dunque, per definizione, “vero” ciò che ci passa sotto gli occhi. E affinché qualcosa possa essere osservato, deve poter essere nominato e nominabile.
    Ecco perché mi piace “Salva con nome”, perché è un contenitore/contenuto user generated per una antropologia del Web 2.0.

  3. carloi il 17 March 2009 alle 1:41 am

    charles,un buon libro è certamente questo di bruno pellegrini:
    “Io? Come diventare videoblogger e non morire da spettatore”

    http://www.bol.it/libri/scheda/ea978888982924.html

  4. charlesberman il 4 March 2009 alle 11:10 am

    Ciao a tutti!

    Qualche suggerimento/consiglio su libri/testi che parlano di UGC?

    Thanks

  5. angelo il 3 March 2009 alle 11:48 am

    riaprire la grande partita della comunicazione, dopo la sbornia televisiva, reimpostare gli asset del potere di conseguenza:
    lasciarli cadere e marcire quei bassi poteri di sottogoverno connessi al broadcast.

  6. amon paike il 2 March 2009 alle 11:12 pm

    ottimo forum, felice di averlo scoperto, condivido gran parte dei video-articoli
    andate avanti cosi :)
    …quando si pensa che tutto è perduto…
    iniziano a vedersi nuovi bagliori di luce

  7. Silvia il 2 March 2009 alle 4:50 pm

    Caro Carlo,
    volevo complimentarmi con te e con tutti colo che collaborano a salva con nome per contribuit che state creando. Sono davvero interessanti. Li sto proponendo ad alcuni studenti che stanno affrontando un laboratorio per la progettazione di web per bambini.
    Silvia

  8. storieminime il 1 March 2009 alle 5:14 pm

    Ho visto l’ultimo focus di “salva con nome”, la discussione-trasmissione mi è parsa molto intelligente, forse un tantino incline ad assecondare un modello di “user generated content” diciamo più funzionale a dinamiche di community corporate e di performatività dei media; dimenticando a parer mio, che chi genera contenuti spontaneamente butta benzina sul fuoco della libertà creativa, piuttosto che sull’autoperfezionarsi del sistema comunicazione.
    E poi oltre a ridistribuire valore, questo dialogo e questa conversazione, deve anche ridistribuire ricchezza, altrimenti è l’ennesima vampirizzazione dello spirito creativo e tutto se ne va in ciccia per l’egocentrismo mediatico.
    Comunque sempre meglio i signori della rete, sempre che dietro la loro faccia non ci sia quella dei signori della televisione.

  9. carloi il 28 February 2009 alle 12:15 am

    marilena, ci mandi un link?

  10. Marilena il 27 February 2009 alle 7:00 pm

    Ottimo e sintetico video, una chiaccherata informale e non seriosa.
    L’ho inserito nelle mie lezioni al corso “Archivista Bibliotecario esperto nella Gestione delle Banche Dati e dei Servizi di Rete”

  11. luca il 27 February 2009 alle 6:50 pm

    sempre + orizzontale la comunicazione!
    e non perchè si sdraia ma perchè detronizza quelli che pensavano di saperla + lunga di altri…

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