Web 2.0
December 31, 2008 |
Con Carlo Infante, libero docente di Performing Media

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La tag Web 2.0 la collegherei strettamente ad un altra tag: partecipazione digitale.Per partecipazione si intende il sentimento di non estraneità rispetto ad un gruppo del quale effettivamente si fa parte.
Tra i tanti modi che noi giovani utilizziamo per sentirci parte di un gruppo quello più usato è quello che ci permette di interagire scrivendo su un proprio blog, oppure tramite i forum e i social network. Si tratta di una specie di diario personale: questo fa riflettere su quanto sia cambiata la società nel corso degli anni infatti mentre in passato si scriveva sul famoso “diario segreto” che era strettamente personale e intoccabile da chiunque, oggi si pubblica in internet quello che un tempo si scriveva con carta e penna: questo dimostra quanto sia forte oggi la voglia di condividere informazioni e opinioni e i lettori possono scrivere i loro commenti e lasciare messaggi all’autore quindi interagire con lui. In questo contesto la riservatezza, il privato, il personale va verso la collettività.
Quello che incuriosisce ed attira è il fatto che nella blogsfera si viene a contatto con persone lontane fisicamente ma spesso vicine alle proprie idee e ai propri punti di vista e con esse si condividono pensieri e riflessioni su diverse situazioni, inoltre si può esprimere la propria creatività liberamente, interagendo in modo diretto con gli altri blogger.
Gli user generated content(contenuti generati dagli utenti)spesso non hanno nessun intento commerciale ma si desidera solamente la pura connessione con altri utenti e magari ottenere un certo grado di notorietà e prestigio.
Il web 2.0 è un importante innovazione in quanto permette a tutti di rendersi cittadini attivi nella rete, infatti chiunque possieda una connessione ad internet ha la possibilità di “mettere in onda sè stesso”,riprendendo lo slogan di You Tube.
E’ interessante anche mettere in conto il fatto che è possibile attingere dalle dimostrazioni di creatività altrui per costruire qualcosa di innovativo: è il fenomeno del Mesh up tramite il quale si reinventano i vari contenuti da cui si prende spunto.
Il web 2.0 è davvero un sistema rivoluzionario e importante da sfruttare soprattutto perchè permette di antropizzare la rete prendendo possesso di essa, partecipando in prima linea e personalizzando i contenuti.
Io stessa mi sento a tutti gli effetti una NETIZEN: cittadina della rete!!!
Concordo con Carlo Infante, si tratta di trasformazione con un alto tasso di personalizzazione e di soggettività. Non avevo mai utilizzato Facebook prima del corso universitario approfondito con lui e devo dire che la possibilità di esprimere idee, opinioni, e confrontarle con quelle altrui è vastissima. Il fatto che il nuovo Web siamo noi, permette di ampliare e continuare un’evoluzione iniziata ma che non finirà.
Una dimostrazione tramite questo video della spiegazione del salto di qualità, miglioramento e possibilità date dal web 1.0 e da quelle del web 2.0
http://www.youtube.com/watch?v=Bc0oDIEbYFc
Qui invece una spiegazione a parole di ciò che offre il web 2.0 e tutte le possibilità delle applicazioni
http://www.youtube.com/watch?v=Bc0oDIEbYFc
Web 2.0, parola chiave dell’innovazione. Condivido! Poiché rappresenta il vero modo di vivere il Web, oggi e nel futuro: un Web al passo con i tempi, basato sul concetto di User Generated Content, modellato sulle nostre esigenze, sui nostri desideri, fatto dagli utenti – il micro-content – per gli utenti.
Il Web 2.0 è semplice, intuitivo, a basso costo; in altre parole, dinamico, si pensi ai blog, al social networking, a tanti esempi, Facebook, Wikipedia, Flickr, YouTube, tutti in continua evoluzione.
I fattori che caratterizzano maggiormente il Web 2.0 sono a mio avviso lo sforzo creativo e la partecipazione sociale.
Gli utenti, dal momento che aggiungono un proprio valore al lavoro nella costruzione ex novo del materiale o nell’adattamento di qualche materiale preesistente, impiegano una certa dose della propria creatività, diventando dei “co-autori”.
Il Web 2.0 riflette la “democratizzazione” nella produzione di contenuti, e dimostra quanto l’implementazione della Rete avvenga sempre di più dal basso, dai singoli utenti. Quale esempio migliore del videosharing di YouTube? “YouTube – Broadcast Yourself”: manda in onda te stesso, che diventa un invito esplicito: “esprimi te stesso!”
La partecipazione sociale in Rete dà vita anche ad un nuovo modo di fare politica. Un esempio tra tutti, già citato per la sua esemplarità, quello di Barack Obama, che ha saputo sfruttare le potenzialità offerte dalla “piazza virtuale”. Attraverso la sua campagna online, ha dato il via alla vera rivoluzione di queste presidenziali statunitensi: una rivoluzione fatta di spazi in cui elettori e sostenitori hanno potuto incontrarsi, scambiare opinioni, creare gruppi di pensiero e di interesse.
Lo slogan diventa quindi duplice:
Yes we can. Yes web can.