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Incredibile quanto la MEMORIA sia connessa anche con il fatto di scoprire per caso (serendipity). Se faccio la “strada del somaro”, cioè sempre lo stesso percorso, la strada conosciuta perdo la possibilità, l’occasione di imbattermi in cose che non stavo cercando ossia che ancora non conoscevo.
Ascanio Celestini dice una cosa, a mio avviso ottima, la memoria è fare la strada non tanto arrivare lì dove c’è la MEMORIA. Memoria come tradizione: così l’ho interpretata anche.
Quindi, la memoria intesa come tradizione non dovrebbe essere un qualcosa che mi preclude nuove conoscenze, non devo arrivare alla meta di un viaggio come sono partito, mi porterò le mie tradizioni le mie memorie, la mia storia, lungo il percorso. Condividerò questa mia memoria, cosicchè da ampliarla. Come? Facendo esperienza, conoscendo altre persone, altre culture, che a loro volta appunto faranno parte della mia memoria.
La memoria, perciò, dovrebbe essere interpretata un punto a favore, una marcia in più per l’umanità, un qualcosa che mi proietta in avanti, nel fututo, non un qualcosa che mi infanga, che non mi permette di procedere, di continuare il mio percorso di vita, no un fardello che porto a fatica che mi fa rimuginare, che mi suscita rancore.
La memoria è indispensabile. Senza di lei non sono nulla.